STUDIO GEOLOGICO

Dott. Geol. Egidio De Maron
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PIANIFICAZIONE DI PROTEZIONE CIVILE
Piani di Emergenza Comunali

Lo scopo principale della stesura di un Piano d'Emergenza Comunale o Intercomunale, partendo dall'analisi delle problematiche esistenti sul territorio, è l'organizzazione delle procedure di emergenza, dell'attività di monitoraggio del territorio e dell'assistenza alla popolazione; conseguentemente è fondamentale l'analisi dei fenomeni, naturali e non, che sono potenziali fonti di pericolo per la struttura sociale e per la popolazione.

La predisposizione del Piano di Emergenza si articola secondo le seguenti fasi di lavoro:
1) Censimento e raccolta dei dati

Vengono raccolti tutti i dati relativi al territorio (amministrativi, demografici, ecc.), infrastrutture (viabilità, reti tecnologiche, ecc.) e risorse (strutture di emergenza). I dati acquisiti vengono rappresentati con l'Allegato cartografico n° 1 "Inquadramento Amministrativo" e l'Allegato cartografico n° 3 "Carta di sintesi delle infrastrutture".

 
Esempio: stralcio della Carta di Sintesi delle Infrastrutture
2) Analisi della pericolosità territoriale

Vengono individuate sul territorio in esame tutte le aree fonte di pericolo mediante un censimento di tutti i possibili fenomeni che possono determinare situazioni di criticità. In particolare vengono censite le seguenti tipologie di pericolo:

- idrogeologico
- esondazione fluviale
- esondazione lacustre
- industriale per le aziende soggette alla Legge Seveso (D.Lgs 238/05)
- incendi boschivi
- viabilistico connesso al trasporto di merci pericolose
- sismico

I dati vengono rappresentati medianti appositi elaborati cartografici (Allegati cartografici n° 2 "Carta di sintesi di pericolo")

 
Pericolo idrogeologico Pericolo trasporto merci pericolose
3) Definizione degli scenari di rischio

Tutti i dati e le informazioni raccolte nelle fasi precedenti consentono la redazione dello scenario di rischio, ovvero la descrizione dei possibili effetti sull'uomo e sulle infrastrutture presenti nel territorio a causa eventi prevedibili o non prevedibili. Per ogni scenario di rischio viene redatta un'apposita cartografia di maggior dettaglio ( Allegato cartografico n° 4 Carte degli scenari di rischio)

 
4) Predisposizione di procedure operative

Questa fase del progetto è il risultato pratico e concreto della programmazione e pianificazione precedente. L'obiettivo è quindi quello di proporre un'organizzazione ed un modello d'intervento della struttura di comando e controllo di protezione civile adeguati ad affrontare gli scenari di rischio possibili individuati. Per ogni rischio e conseguente scenario specifico si propongono poi le procedure d'intervento dei componenti la struttura di protezione civile locale (UCL) dove è individuato "chi fa e che cosa".

 
Piani di Emergenza intercomunali

I Piani di Emergenza Intercomunali riguardano principalmente le Comunità Montane o le aggregazioni di Amministrazioni Comunali caratterizzate da un rischio complessivo omogeneo. Il piano di emergenza intercomunale è redatto con gli stessi criteri del piano di emergenza comunale in quanto è il risultato della somma/sovrapposizione (e non la sintesi) dei singoli piani di emergenza comunali.

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Esempio: carta di sintesi pericolo idrogeologico (piano intercomunale della C.M. Valsassina-Valvarrone-Val d'Esino e Riviera - 2002)

Piani di Emergenza specifici a seguito di eventi calamitosi

Vengono redatti Piani di Emergenza Specifici in seguito ad eventi calamitosi che hanno colpito il territorio e per il quale si rende necessaria una pianificazione rapida in emergenza delle procedure di allertamento connesse all'evoluzione del fenomeno a seguito del monitoraggio diretto degli stessi fenomeni (pluviometrico, idrometrico, geotecnico, ecc.)

 
Esempio: frane della Val Rossiga Comune di Cortenova (Lecco)
Piani di Emergenza connessi alla crisi di approvvigionamento idrico

Sono sempre più frequenti le EMERGENZE connesse all'approvvigionamento idrico legate a lunghi periodi di siccità od alla contaminazione delle risorse idriche locali. Il Piano di Emergenza Specifico, redatto in conformità alle direttive regionali, si propone di fornire alle Amministrazioni Comunali uno strumento operativo per la gestione dei provvedimenti da adottare per la tutela della salute della popolazione, per la salvaguardia degli allevamenti di bestiame e delle attività produttive oltre che garantire un servizio sostitutivo per la fornitura di acqua "idonea al consumo umano".

 
Esempio: scenari di rischio connessi all'approvigionamento idrico
Piani di Emergenza provinciali

Il nostro Studio fornisce consulenza professionale alle Amministrazioni Provinciali per la predisposizione e/o perfezionamento dei Piani di Emergenza Provinciali di livello superiore, relativamente a:

- individuazione delle aree a rischio omogeneo sulla base dei dati contenuti nei Programmi di Previsione e Prevenzione di I Livello;
- individuazione degli scenari di rischio di valenza sovracomunale (ovvero scenari che comportino il coinvolgimento di più comuni o di infrastrutture di importanza provinciale);
- analisi del RISCHIO INTEGRATO integrato a scala provinciale con individuazione delle aree ad alta/elevata criticità e predisposizione di schede sintetiche per matrici di rischio;
- definizione di procedure codificate e condivise dai vari Enti/Organi Istituzionali coinvolti/coinvolgibili;
- predisposizione di schede di sintesi con analisi degli scenari e delle procedure

 
Esempio: Piano di Emergenza della Provincia di Varese (in collaborazione con il CCR di Ispra 2006)
Cartografia Digitale

Il nostro Studio è in grado di fornire gli elaborati cartografici in formato vettoriale compatibile secondo le direttive regionali (SIT).